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BREVE INTRODUZIONE ALL’AUDIODESCRIZIONE

QUALCHE CENNO DI STORIA

Il concetto di audiodescrizione, o meglio, la prima traccia documentata dello stesso, risale ad un lavoro di tesi accademica redatto e discusso presso la State University di San Francisco nel 1975 dallo studente Gregory Fraizer. Il laureando americano Fraizer sottolineò l’importanza del poter descrivere simultaneamente il visivo nel favorire la comprensione dell’utente cieco. Tale argomentazione non fu solo oggetto della sua tesi, ma divenne, successivamente, il fulcro della sua attività di ricerca e professionale. Nel 1989, in California, fondò Audio Vision, organizzazione no profit che pratica, studia e migliora l’audiodescrizione e ad oggi è ancora in attività. Audio Vision ha permesso all’audiodescrizione di diffondersi nel mondo ed ovviamente di arrivare anche in Europa. Tuttavia, nonostante l’impegno e gli anni di lavoro dedicati a questo argomento, l’audiodescrizione resta una disciplina di nicchia, relativamente dinamica ed ancora non ben definita. 

L’interesse nei confronti di questa materia è sensibilmente in aumento, grazie al suo insostituibile ruolo di supporto all’integrazione sociale e all’indipendenza culturale dello spettatore cieco o ipovedente ed il settore dell’audiovisione continua ad adattarsi ai continui cambiamenti della società e soprattutto alle esigenze sociali delle categorie dei disabili sensoriali. Non mancano incontri mirati, seminari, riviste scientifiche e ricerche accademiche dedicate a questo tema, ma ciò che ha veramente definito la nascita e lo sviluppo di un interesse stabile per le forme di traduzione accessibile sono le conferenze Media for All, che si tengono ogni due anni, sempre in Paesi differenti. Ad oggi ne sono state organizzate dieci, l’ultima in Quatar. 

La finalità è sempre quella di definire lo stato dell’arte e di mappare i progressi nel campo della traduzione audiovisiva e della ricerca sull’accessibilità dei media. Queste conferenze non si occupano sono della traduzione audiovisiva in senso letterario ma approfondiscono anche le questioni legate alla produzione, alla distribuzione e alle esigenze di consumo. La prima conferenza si tenne a Barcellona nel 2005, ed in questa circostanza l’audiodescrizione venne affiancata alla sottotitolazione per i sordi, disciplina più nota e dibattuta. Vi è anche un altro importantissimo appuntamento, dedicato esclusivamente all’audiodescrizione: gli Advanced Research Seminars on Audio Description – ARSAD, anche questi con cadenza biennale. Il primo venne organizzato in Spagna nel 2007 presso l’Università Autonoma di Barcellona. La maggior parte delle produzioni che scaturiscono dal lavoro di professionisti e ricercatori interessati al tema, sono in lingua inglese e danno vita a volumi legati alle conferenze, dossier, articoli e saggi. 

La questione della produzione scritta è fortunatamente abbastanza corposa e sarebbe opportuno dedicare un intervento a parte. Tutto ciò che è stato raccolto e prodotto per riflettere e discutere delle esigenze del pubblico cieco e ipovedente propone sempre sia aspetti che riguardano le politiche, le tendenze della ricerca, le fonti, i mezzi comunicativi, sia dettagli tecnici e pratici sull’uso dell’audiodescrizione in diversi contesti, nonché contributi sull’audiodescrizione all’avanguardia specialmente dal punto di vista metodologico.

(FONTE: L’audiodescrizione filmica per i ciechi e gli ipovedenti, a cura di Elisa Perego, Ed. Università di Trieste, 2013)

Le attività di Eurisko aps, promosse nell’ambito del Progetto “AUDIOVISIONI – Il Cinema per i Videolesi”, sono finanziate dal Dipartimento per le Politiche Giovanili bando “Giovani per il Sociale 2018 in partenariato con l’Unione Ciechi sezione di Lecce e Apulia Film Commission ed in convenzione con l’Università del Salento – Dipartimento di Studi Umanistici e Dipartimento di Beni Culturali.

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